Come si seducono le donne

Filippo Tommaso Marinetti

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12.00 11.00

A partire da 60 euro di acquisto, spese di spedizione gratuite

Questa edizione, curata da Andrea Chinappi, esce per la prima volta in Italia nella versione non censurata e comprende altri scritti sull’amore di F.T. Marinetti

«Cosa bisogna avere per sedurre tante donne? Avere tutte le qualità di un futurista italiano. Corpo agile, forte, aggressivo. Muscoli militarizzati. L’eleganza e i capelli meravigliosi di Bruno Corra, oppure la calvizie elettrica di Marinetti. Potente vitalità. Tutta la scala dei semitoni nella voce maschia. Gesto abbondante, cesellante e preciso. Il denaro necessario per prendere una carrozza o un’automobile di piazza e affittare una camera d’albergo. Forti attitudini oratorie. Ingegno novatore. Saper dare uno schiaffo decisivo a tempo e soprattutto coraggio, coraggio, coraggio, volontà, coraggio, coraggio. Non essere mai pedante, professorale, culturale. Odiare istintivamente tutto ciò che è germanico. Essere improvvisatore in tutto, deciso, pronto. Odiare i mezzi termini. Considerare la donna come una sorella del mare, del vento, delle nuvole, delle pile elettriche, delle tigri, delle pecore, delle oche, dei tappeti, delle vele. Non mai considerarla come sorella delle stelle… Amano, sentono colui che le desidera con maggiore volontà, con maggiore prepotenza d’istinto. Adorano la forza del più coraggioso, del più eroico. Eroismo: ecco l’afrodisiaco supremo della donna!»

Settembre 1916: il funambolico Marinetti è in congedo a Udine, in convalescenza per una ferita da granata. Costretto al riposo, intuisce nel momento di fermo l’occasione per parlare di ciò che per lui più ricorda il sapore della guerra: le donne. Chiamato al rapporto l’amico Bruno Corra, commilitone e collega, detta forsennatamente dal letto dell’Ospedale Militare, sigaretta dopo sigaretta, il primo manuale futurista di ars amatoria, Come si seducono le donne. Il testo viene annunciato nel 1917 su  “L’Italia Futurista”, salutato da Emilio Settimelli come lo «snello capolavoro» sul problema femminile, «clamorosamente acuto, ilare, penetrante», scritto da Marinetti, ispirato dalle sue «gloriose ferite», per il pubblico «più vivo, più giovane della giovane Italia».

edizione:Circolo Proudhon Edizioni
anno:2015
pagine:130
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